Lo strumento ad arco storico, fin dagli inizi del Novecento, è diventato uno dei protagonisti nel mercato dell’investimento coinvolgendo i più importanti gruppi finanziari, oltre alle maggiori case d’asta mondiali. Proprio di questo particolare aspetto si è occupato il prof. Fabio Perrone della facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia, tracciando una breve storia dell’investimento nel settore liutaio partendo dall’inizio del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri. Oltre alla produzione liutaria contemporanea molto spesso >>>Mondomusica<<< ospita anche l’esposizione di importanti violini storici che attirano l’attenzione dei visitatori i quali possono così ammirare pezzi straordinari dal valore quasi inestimabile solitamente custoditi nei musei o presso le fondazioni depositarie di questi cimeli, che rivivono grazie al tocco dei musicisti a cui vengono affidati.
Quando si è cominciato ad investire nella liuteria?
“Si può affermare che l’interesse verso l’investimento nel settore liutario sia iniziato professionalmente nel 1935 quando Henry Hottinger, fondatore e membro della Wertheim & Co., coordinò le più importanti banche americane nell’acquisto di strumenti ad arco di liuteria. Lui stesso divenne ben presto collezionista di strumenti ad arco ed uno dei suoi più prestigiosi strumenti, il violino Andrea Amati Carlo IX del 1566 realizzato per la corte di Carlo IX di Francia, fu acquistato nel maggio del 1966, attraverso la Casa Wurlitzer di New York, dal Comune di Cremona. Dagli anni Trenta in poi, considerato l’interesse dei musicisti, dei collezionisti e degli investitori da una parte e il numero limitato di beni dall’altra, il valore degli strumenti ad arco è cresciuto esponenzialmente. A riprova di ciò si cita l’esito della vendita presso Tarisio il 20/06/2011 del violino Antonio Stradivari Lady Blunt del 1721, consegnato per la vendita dalla Nippon Music Foundation, e acquistato per circa 11 milioni di euro. Ad oggi è questa la cifra record registrata nel settore liutario. Gli strumenti musicali nascono come beni d’uso, come “arnesi” per la musica e col tempo acquisiscono differenti valori (storico, documentario, artistico) che determinano in ultima analisi il valore economico. Oggi il valore di questi strumenti è cresciuto così rapidamente che solo l’intervento provvidenziale di Fondazioni o di Istituti di credito ha consentito a giovani talenti di poterli suonare. Ecco alcuni esempi di queste realtà: la Landessammlung Streichinstrumente Baden-Wurttemberg, istituita presso la L-Bank nel 1884, oggi possiede alcuni strumenti ad arco Stradivari, Guarneri e Gasparo da Salò; la Deutsche Stiftung Musikleben di Amburgo, fondata nel 1993, oggi possiede più di 100 strumenti tra cui Stradivari, Guarneri del Gesù, Guadagnini, Montagnana; la Oesterreichische Nationalbank dal 1989 ha acquistato una cinquantina di strumenti tra i quali Amati, Stradivari, Guarneri del Gesù; la Orpheon Foundation, collezione privata del maestro Josè Vasquez, con oltre un centinaio di strumenti ad arco preziosissimi; la Chi Mei Cultural Foundation di Taiwan negli ultimi anni ha acquistato oltre 300 strumenti di liuteria italiana. Queste, come molte altre realtà acquistano ottimi strumenti di liuteria che poi concedono in uso a musicisti meritevoli: è il caso di Frank Peter Zimmermann che suona lo Stradivari Lady Inchiquin del 1711 di proprietà della banca tedesca WestLB AG; di Giuliano Carmignola che abitualmente suona il violino Stradivari Baillot-Briselli del 1732 acquistato dalla Fondazione Carisbo; di Sergey Khachaturian che suona lo Stradivari Huggins del 1708 concesso dalla Nippon Music Foundation; di Pavel Vernikov (ospite nell'edizione 2011 di Mondomusica) che suona il violino Pietro Guarneri Baron Knoop del 1743 di proprietà della Fondazione Pro Canale di Milano. La motivazione dell’investimento è salvare il patrimonio degli strumenti antichi italiani dalla dispersione e consentire ai giovani talenti di poter suonare ottimi strumenti. È questo, se si vuole, un importante valore aggiunto che, almeno in Italia, potrebbe avere un investimento in strumenti di liuteria.”

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